Trattoria del tempo perso (Cremona)

20 di Luglio, 2021 - Ristoranti e trattorie, alla scoperta della tradizione. - Commenti -

Siamo in un locale storico del centro di Cremona, la “Trattoria del Tempo Perso” con il sig.Nello, il proprietario, che ce ne racconta la storia, davvero interessante e particolare…..
Sembra che l’esistenza della trattoria risalga addirittura al periodo dell’Unità d’Italia e il signor Nello è riuscito a risalire all’antico nome che in dialetto cremonese era “ L’Osteria delle Vecie Vecie”, cioè l’Osteria delle Vecchie due Volte.
Questo sino alla nascita dei partiti politici nel 1900, quando si è trasformata nella cooperativa bianca del Partito Popolare ed era intitolata a Giuseppe Donati, uno scrittore antifascista di Faenza, cofondatore con Don Sturzio appunto del Partito Popolare.
Con l’avvento del Fascismo in Italia per ovvie ragioni la cooperativa viene chiusa e riapre dopo la Seconda Guerra Mondiale come cooperativa della Democrazia Cristiana, nuovamente nominata Cooperativa Bianca e nuovamente intitolata come in precedenza.
Il signor Nello a questo punto ci “confessa” di essere un vecchio militante del Partito Socialista e ricorda che negli anni ‘70/’80 frequentava la cooperativa assieme ad amici degli altri schieramenti politici, soprattutto democristiani . Nonostante le differenze di vedute, le discussioni erano sì animate ma sempre basate rigorosamente sul rispetto delle altrui opinioni. Alla fine delle discussioni, ci si beveva su tutti assieme….
Nel 1986 l’osteria-cooperativa, che poteva ospitare sino a 300 persone (cantine comprese copre una superficie di circa 400mq), viene chiusa e subisce mille trasformazioni, arrivando anche a diventare un ristorante cinese ( senza nulla togliere a questo tipo di cucina), perdendo però la sua identità iniziale.
Nel 2014 ancora il locale rimaneva chiuso e il signor Nello ha deciso di coronare il suo sogno: nell’anno successivo è stata inaugurata l’osteria nella sua veste attuale. Il nome scelto dal signor Nello è un riaffacciarsi al passato, ad un tempo ormai perso che però ci si augura possa tornare ancora.
Il desiderio del proprietario è quello di “portare il futuro nella tradizione”, cioè il futuro che guarda al passato, anche se si autodefinisce un “integralista” per quanto riguarda appunto la tradizione. Purtroppo il concetto di osteria come era un tempo non è più sostenibile oggigiorno, ma è assolutamente proponibile la trattoria che, tra le altre cose, butta sempre volentieri un occhio al territorio, alle sue tradizioni e soprattutto ai suoi prodotti.
Inoltre, certi piatti che sarebbero “normali” in un ristorante, sono improponibili in trattoria, proprio per l’idea che abbiamo noi tutti di questo tipo di locale.
Il signor Nello ama giocare con le rivisitazioni dei piatti classici della cucina italiana, ad esempio uno dei primi che troviamo sul menù “Non è la carbonara” è un chiaro richiamo alla ricetta originale pur con delle varianti frutto della mente di questo eclettico signore.
Anche sul discorso vini il signor Nello non transige: la scelta cade su quelli prodotti nelle zone limitrofe o al massimo poco distanti, perché in questo modo l’anima del locale non si perde e si riesce a mantenerne la giusta collocazione.
Nel locale spiccano appesi alle pareti manifesti e quadri raffiguranti personaggi politici di ogni schieramento appartenuti al passato, che fanne parte della memoria storica del locale e quindi in qualche modo lo riportano a quello che era in origine.
Ovviamente non poteva mancare la fotografia di Ugo Tognazzi, cremonese doc…..
Il signor Nello racconta con un certo rammarico che molti suoi colleghi non hanno apprezzato la “politicizzazione” del locale ma lui, avendo la possibilità di agire liberamente, non ha dato ascolto a queste critiche e ha colpito nel segno, visto che i suoi clienti, che sono la componente fondamentale della sua attività, hanno invece gradito e condiviso la sua scelta.
Il successo di questa trattoria è fondamentalmente dovuto alla semplicità e alla tradizionalità dei piatti proposti, pur con qualche lieve disgressione, non tanto nella preparazione ma nella scelta del prodotto base. Un esempio per tutti: la cotoletta impanata che viene servita non è di carne di vitello bensì di carne di maiale (il nodino con l’osso per intenderci); questo perché la zona del cremonese è ricca di allevamenti suini più che bovini, quindi per non utilizzare prodotti che hanno provenienze fuori dal territorio, nascono queste “rivisitazioni” che non hanno nulla da togliere alle ricette originali…..
I piatti proposti nel menù non sono molti, come in ogni trattoria che si rispetti: niente piatti vegani e di vegetariano c’è solo una zuppa.
Ma si sa, in trattoria ci si va con l’intento di mangiare bene ed avere porzioni abbondanti, per il resto si scelgono altre tipologie di locali…..
Come già detto precedentemente, la semplicità e la bontà dei piatti derivano soprattutto dall’utilizzo di prodotti locali e dalla loro stagionalità, persino i pomodori sono quelli della Bassa Padana: così facendo l’essenza vera e propria del locale rimane racchiusa ed esaltata dai sapori di quanto prodotto ed allevato sotto casa, raccolto ed utilizzato nella giusta stagione.
Infatti il menù ricorda le collezioni di moda, in quanto abbiamo il Menù Primavera/Estate al quale farà seguito quello Autunno/Inverno, proprio per esaltare la stagionalità dei prodotti e proporli al momento giusto.
Vi è anche una “specializzazione” fra le varie trattorie, quella dove mangi il bollito misto e quella dove vai per le trippe…in questo modo ognuno ha la possibilità di essere famoso per quel piatto in particolare ed ognuno mantiene la propria originalità e personalità.
Il signor Nello finalmente ci racconta qualcosa di sé: nato nel 1952 è arrivato a questa attività per caso.
Lui era bibliotecario dell’Archivio di Stato ma per motivi familiari nella metà degli anni ’70 si è ritrovato a fare questo lavoro, che lo appassiona ancor oggi. Il suo locale non osserva gli orari rigidi di altri, alle 14.30 Nello accoglie chi lo desidera con il menù alla carta, proponendo in ogni caso un servizio ormai quasi introvabile. Il punto di forza sta nella collaborazione con le persone che collaborano con lui, familiari e non che Nello accomuna in un’unica grande famiglia sempre pronta ad accettare nuove sfide spinte dalla stessa passione.
Il signor Nello ormai si dedica molto all’intrattenimento dei clienti, come è proprio di un gestore di trattoria, gli piace raccontare la sua storia ed avere con loro un rapporto amichevole e confidenziale, molto apprezzato dalla clientela che frequenta il suo locale.
Non ci resta che consigliarvi di fare visita a questa singolare trattoria per degustare le loro specialità.

Marcello Spiazzi
Paola Salvietti






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